Alimentazione sana e naturale

vegan

Alimentazione vegana non è necessariamente sinonimo di alimentazione sana. Non esiste alcun regime alimentare che risulti di per sé salutare: né l’onnivoro, né il LOV (latto-ovo vegetariano) e neppure il vegano. Soprattutto adesso che, con la sempre maggiore diffusione del veganesimo, gli scaffali dei supermercati offrono una gran varietà di prodotti industriali realizzati senza ingredienti di origine animale. Questa proliferazione di alternative vegane mi rallegra moltissimo! Al tempo stesso, però, deve indurre il consumatore a riflettere e a continuare a prestare attenzione a ciò che mette nel carrello.

Un modo interessante per selezionare i nostri acquisti e distribuire al meglio i pasti per ottenere un’alimentazione sana è proposto dal sistema VEG ANIC (Alimentazione Naturale Integrale Consapevole VEGANA), che illustra in modo chiaro pochi principi guida di grande efficacia:

1. Principio della naturalità

Gli alimenti dovrebbero essere acquistati nella versione più vicina possibile a ciò che la natura spontaneamente ci offre. Oltre a scegliere alimenti prodotti con metodi naturali (es: bio o semplicemente acquistati al mercato, magari da un contadino di fiducia), una buona regola è quella di preferire cibi che mantengano aspetto e consistenza naturale: per esempio una arancia è migliore di un succo di arancia, i legumi sfusi sono meglio degli hamburger di legumi, i cereali integrali sono migliori di quelli raffinati, l’insalata fresca è preferibile all’insalata già tagliata, refrigerata e venduta in busta. Un’altra buona abitudine consiste nel consumare alimenti di stagione – un esempio? se vogliamo fare il pieno di vitamina C in inverno, meglio compare le arance delle fragole.

2. Principio della rotazione

Un’alimentazione sana è un’alimentazione varia! Evitare la monotonia a tavola è utile su tutti i frutti, dall’appagamento del gusto alla tutela della salute. L’alimentazione vegana difficilmente risulta noiosa, le classi di alimenti da cui attingere offrono al loro interno molta varietà (parliamo di cereali, legumi, verdura, frutta e semi). Mi rendo conto solo ora che da onnivora mi sono preclusa per anni ad una vasta gamma di sapori; sperimentare la cucina vegana (e per questo devo ringraziare soprattutto Carlotta Perego e le sue straordinarie ricette) mi ha portata a conoscere ed apprezzare molti alimenti che prima neppure avrei preso in considerazione. Ho scoperto che pasta e riso non sono gli unici primi piatti disponibili… per arricchire e variare i piatti, sono da provare anche farro, orzo, miglio, amaranto, quinoa, grano saraceno, sorgo, avena e segale! Variare i cereali non solo ci permettere di attingere ad alimenti con composizioni nutrizionali differenti, è anche un modo utile per gestire al meglio l’assunzione del glutine.

3. Principio della distribuzione dei pasti

Una dieta ideale è strutturata in almeno 5 pasti al giorni. Non saltare i pasti è utile non solo per la nostra salute in generale, ma anche per mantenere o perdere (laddove necessario) peso. Sarebbe anche importante consumare i pasti dedicando loro il giusto tempo e in condizioni di tranquillità.

4. Inversione dell’ordine di assunzione dei pasti

Il metodo Kousmine docet: colazione da re, pranzo da principi e cena da poveri. La maggior parte delle calorie andrebbe assunta nella prima parte della giornata, iniziando con una buona colazione, seguita poi da spuntino e da un pranzo saziante. I ritmi lavorativi veloci spesso ci portano invece a saltare la colazione, accontentarci di un pranzo consumato al volo ed ecco che la cena sembra rimasta l’ultima occasione per un pasto “come si deve”. Soprattutto se stiamo prestando attenzione al mantenimento del peso corporeo o addirittura se dobbiamo liberarci di alcuni kili in eccesso è, invece, importante evitare di concentrare le calorie della giornata nel pasto serale, che dovrebbe essere più leggero rispetto al pranzo. Non contano solo “cosa” e  “quanto” mangiamo, ma anche il “quando” ha una grande rilevanza.

5. Inversione dell’ordine di assunzione delle pietanze

Siamo abituati ad assegnare un ruolo specifico ad alcuni alimenti. L’insalata, per esempio, è spesso considerata un contorno, da associare ad un secondo piatto. In realtà l’insalata, i germogli e le verdure crude in generale si rilevano essere anche ottimi antipasti, che offrono un booster di enzimi, quindi un toccasana per la digestione.

6. Principio dell’osservazione dei campanelli di allarme

Se il nostro corpo manifesta un sintomo, non ignoriamolo. Evidentemente stiamo facendo qualcosa di non utile e dannoso (o comunque non gradito). Questo principio non è applicabile alla sola alimentazione… la prima sigaretta difficilmente è un’esperienza piacevole, come il primo sorso d’alcool. Molti genitori riscontrano reazioni avverse da parte dei bambini che assaggiano per la prima volta il latte vaccino o la carne… il nostro corpo ci sta fornendo indicazioni circa il non gradimento di quanto gli stiamo offrendo.

Se, quindi, è vero che un’alimentazione vegana equilibrata è la migliore alleata per la nostra salute (nonché per la tutela degli animali e per l’ambiente), è anche vero che non basta togliere i prodotti di origine animale dal piatto per assicurarsi un’alimentazione sana e naturale. Se vuoi approfondire il tema continua a seguire il mio blog! Ti segnalo anche un testo per cui val la pena di trovare spazio in libreria: Mangiar Sano e Naturale, di Michele Riefoli.

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