Sostanze tossiche e organi emuntori

piante contro le tossine vegan

La naturopatia individua 2 gruppi principali di sostanze tossiniche… di cosa si tratta? Di residui che possono sovraccaricare i nostri sistemi e ridurne l’efficienza, sino a causare sintomi più o meno fastidiosi.

Le sostanze tossiniche possono essere:

  • sostanze colloidali, rappresentate da scarti metabolici (sono quindi principalmente prodotti residuali della digestione di zuccheri e lipidi) e da prodotti che ingeriamo con l’alimentazione (es: coloranti, pesticidi, conservanti);
  • sostanze acide o cristalli, costituiti da scarti metabolici di diversa natura (derivanti principalmente dal consumo di proteine animali, ma non solo), dai prodotti residuali dei farmaci e nuovamente da alcuni tipi di additivi non graditi che introduciamo con i cibi (es: diserbanti, pesticidi e conservanti).

Per far fronte a questi sovraccarichi di sostanze tossiniche, l’organismo utilizza i propri organi emuntori, che agiscono come filtri per depurarci e buttare all’esterno i residui.

Gli organi emuntori si distinguono in:

  • Principali: fegato e cistifellea; intestino; reni; utero e vagina (per le donne)
  • Secondari: pelle (tramite le ghiandole sebacee e sudoripare); polmoni, bronchi e apparato respiratorio alto; ghiandole salivari.

Di seguito vediamo nel dettaglio come funzionano questi processi.

Sostanze tossiniche colloidali

Quando il sovraccarico di tali sostanze tossiniche è imputabile a prodotti di scarto del metabolismo, si parla di intossinazione, diversamente, se il sovraccarico deriva da sostanze esterne (come appunto pesticidi), si parla di intossicazione.

Le sostanze tossiniche colloidali si caratterizzano per il fatto di NON essere solubili in acqua, quindi bere molto spesso non ci aiuta a ripulire l’organismo da questi specifici residui.

Quelle metaboliche derivano dagli zuccheri (sia semplici sia complessi, quindi per intenderci anche dai cereali) e dai lipidi (quindi dai grassi). Se non assunti in eccesso, il nostro organismo è normalmente in grado di liberarsi degli scarti metabolici senza particolari difficoltà. Ma se i nostri organi emuntori sono stanchi o sovraccarichi e/o se esageriamo nel consumo di questi nutrienti, possono accumularsi sostanze di natura mucolitica e nel tempo causare emogliasi (rallentamento della circolazione sanguina) e linfogliasi (rallentamento della circolazione della linfa). I primi sintomi sono legati all’eccessiva produzione di muco, che si manifesta con un costante scolo nasale e a livello cutaneo può anche presentarsi sotto forma di eczema umido.

Gli organi emuntori che ci consentono di espellere questo eccesso di muco sono l’intestino e il fegato e la cistifellea, supportati dalle ghiandole sebacee, dall’apparato respiratorio e da utero e vagina (attraverso il flusso mestruale). Si sconsiglia in genere di non intervenire stimolando ulteriormente il lavoro degli emuntori, che in caso di sovraccarichi sono spesso già oberati di lavoro. Conviene agire sulla causa primaria, quindi sull’alimentazione!

Se ti identifichi nei sintomi precedenti, sei costretto a soffiarti spesso il naso o semplicemente ritieni di aver esagerato con il consumo di zuccheri e grassi, puoi provare, almeno, per una decina di giorni ad adottare un’alimentazione a base vegetale, ricca di acqua e fibre (mai far mancare le verdure ai pasti) per supportare il lavoro dell’intestino, senza eccedere con il consumo di zuccheri (in particolare evitando gli zuccheri semplici) ed eliminando i prodotti di origine animale (che sono tra i più ricchi di grassi). Nei bambini, in particolare, si possono apprezzare miglioramenti con poche accortezze: sostituendo latte vaccino (che comunque sarebbe da evitare) con i più digeribili latti vegetali di soia o di mandorla, eliminando il consumo di bevande zuccherine (come la coca-cola) e di merendine industriali che sono spesso troppo ricche di zuccheri.

Molte piante, che possono essere assunte sotto forma di tintura madre o altro, aiutano il lavoro degli emuntori, a patto che questi rimedi si accompagnino ad una maggiore attenzione alimentare. Tra le varie piante, che è consigliabile assumere per circa 3 settimane (DOPO i 10 giorni di sana alimentazione), le più efficaci sono: il tarassaco officinale, il carciofo, il cardio mariano, il crisantemo americano (per aiutare fegato e cistifellea) e lo psillio (per sostenere l’intestino).

Sostanze tossiniche acide e cristalli

Si tratta in questo caso di sostanze tossiniche solubili in acqua. L’acidificazione dell’organismo è un processo cui tutti siamo esposti, che è opportuno contrastare per evitare invecchiamento precoce ma anche di generare un terreno fertile per molte patologie.

Gli acidi di origine metabolica che possono crearci i maggiori problemi sono riconducibili principalmente alle proteine animali, il cui metabolismo produce quale scarto l’acido urico. Si tratta di un acido forte, che a differenza di altri non può essere eliminato attraverso la respirazione.

Altri alimenti da cui possono originare acidi sono gli zuccheri, che insieme a spinaci, agrumi e pomodori, generano residui di acido salico, da evitare, per esempio, nel caso di calcoli renali. Il metabolismo incompleto e scorretto degli zuccheri (per esempio, nel caso di carenze di fosforo, manganese e vitamina B1) può, inoltre, generare acido piruvico. Se sospetti un processo di acidificazione, da limitare anche tè, caffè e cioccolato.

Ogni acido è riconducibili a processi ed emuntori specifici:

  • acido urico: l’emuntore primario è il rene, supportato da ghiandole sudoripare, salivari e lacrimali. I sintomi da eccesso possono essere vari, tra cui, reumatismi, eczema secco (pelle arrossata e irritata, che prude), piccoli calcoli alle ghiandole lacrimali e salivari. Si interviene innanzitutto sull’alimentazione, eliminando le proteine di origine animale (carne, pesce, latte, uova e derivati)per almeno 10 giorni (ma sono certa che ti troverai talmente bene da prolungare) e bevendo acqua con poco residuo fisso (massimo 50mg/l);
  • acido salico: può determinare alterazioni nella flora batterica intestinale (che vedremo come gestire con le piante in un altro post) con gonfiore. Tra gli altri sintomi si registrano anche reumatismi, nevralgie, osteoporosi, demineralizzazione ed eczemi. Alcune accortezze possono aiutare, quali: eliminare per una decina di giorni caffè e cioccolato e ridurre le sostanze acidificanti (evitare le proteine animali e ridurre il consumo di lieviti). Può dare beneficio anche una moderata e costante attività fisica aerobica, che favorisce l’eliminazione di tossine attraverso la respirazione. Le diete alcalinizzanti sono ottime alleate.

Quando gli emuntori non riescono a smaltire gli eccessi, l’organismo spesso ricorre ai cosiddetti “emuntori patologici”, ossia alla creazione di “fissurazioni” per espellere le sostanze tossiniche colloidali, come emorroidi, epistassi (naso che sanguina), ulcere.

Come procedere se sospetti un eccesso di sostanze tossiniche acide o cristalli? L’importante è prima “pulire” l’organismo attraverso una migliore alimentazione e solo dopo una decina di giorni assumere supporti drenanti. Tra le piante drenanti più efficaci per espellere acidi e cristalli sono: la pelosella (Heracium Pilosella), il frassino (Fraxinus Excelsior), il ginepro (Juniper Communis), la betulla ( Betula Verrucosa o Pubecens), l’ortica (Urtica Dioica), l’equiseto (Equisetum Arvense).

Sei pronto a metterti in gioco e fare qualcosa per supportare i tuoi organi emuntori?? Come vedi spesso il primo passo è ridurre drasticamente o eliminare le proteine di origine animale, un buon motivo per provare ad abbracciare un regime vegano 🙂

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